Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

 una lavorazione molto particolare
Know how ed attenzione ai dettagli
ha radici antiche la maglieria Made in Italy
tradizione, esperienza e grande innovazione

Ricami

ricamo manuale 1Impreziosire e abbelire con il ricamo

Il ricamo è un tipo di decorazione che serve per abbellire e impreziosire tessuti di qualsiasi genere: seta, lino, lana, cotone, oro e argento. In genere è un disegno, una decorazione o un ornamento creato con ago e filo su un tessuto.

Il ricamo comprende una vasta varietà di punti. Possiamo distinguere il ricamo in colore da quello con filo bianco.

  • Il ricamo in bianco, praticato con filo bianco su tela bianca, si limita in genere agli ornati.
  • Il ricamo in colore ha origini antichissime ed insieme alla pittura faceva parte di una delle più nobili tecniche artistico creative. Il ricamo in colore rappresenta non soltanto motivi ornamentali, ma intere scene, animate da figure umane o di animali, su sfondi paesaggistici o architettonici.

Il ricamo è un’arte antichissima, apparsa molto probabilmente in Oriente, poi arrivata in Occidente. La storia del ricamo può essere ricostruita per lo più citando fonti storiche e iconografiche e, solo in minima parte, studiando i reperti autentici. Dal principio della millenaria civiltà cinese si hanno notizie di simboli ricamati su vesti, tende, coperte, ecc.

Nell’antico Egitto, in Grecia, presso babilonesi, Roma si ricamavano biancheria, veli, abbigliamento, toghe con cifre e scene.
L’arte del ricamo in passato veniva considerata un’espressione artistica legata ad oggetti di valore poiché venivano impiegati tantissimi fili da ricamo d’oro e d’argento, su tessuti importanti (ad esempio: il lino).

Gli Ebrei, sin dai tempi di Mosè (intorno al XIII sec. A.C.), utilizzavano un’arte del ricamo che richiamava da vicino la pittura a colori. Nei libri dell’Esodo se ne parla come di una tecnica consolidata: non si parla di una nuova invenzione, inoltre questo lavoro era molto conosciuto da altri popoli asiatici.
Intorno al 900 A.C. ,Omero nell’Iliade descrive un ricamo eseguito da Elena durante la sua permanenza a Troia, in cui vi erano descritti epici duelli tra la compagine Troiana e quella Greca. Viene citato anche un ricamo effettuato dalla moglie di Ettore, Andromaca, rappresentante con grande eleganza dei fiori eseguiti su stoffa con ago e filo.
In Italia, e precisamente in Sicilia, quest’arte comincia ad essere praticata intorno all’anno Mille, durante il dominio dei Saraceni, i quali vi introducono sia laboratori di tessitura che di ricamo, denominati rispettivamente “Thiraz” e Rakam”: la parola ricamo deriva dal lemma arabo “raqm” (pronuncia:rakam) che significa “segno, disegno”. Mediante il ricamo risultava relativamente semplice conferire valore, dignità e prestigio a capi d’abbigliamento appartenenti a personalità di rilevo in ambito sia politico che religioso dell’epoca.


ricamo manualeDurante il Medioevo, intorno al 1100/1200 D.C. da Bisanzio provenivano presso le grandi corti imperiali europee e presso la Chiesa eccellenti lavori di ricamo. Di tale origine sono le lavorazioni effettuate sugli indumenti da cerimonia utilizzati nel Sacro Romano Impero.

In Italia, fin dal ‘300, sono documentati laboratori in tutta la penisola e in particolare a Firenze: infatti tale arte è conosciuta come Opus florentinum. Si sono conservati degli esemplari di “pittura ad ago”, a testimonianza di elevata qualità e di una certa ariosità spaziale tipicamente Italiana.
Nel XV secolo, la nobiltà europea era solita far applicare sia su camicie che su fazzoletti (anche sulle fasce dei neonati) ricami ottenuti con oro e perle, o con filato nero su fondo bianco. Fra le altre cose, si diffonde il vezzo di ricamare un emblema o un motto sulla manica sinistra o su entrambe: Carlo d’Orleans, che durante i 25 anni di prigionia di guerra aveva sviluppato un certo talento artistico, finirà col farsi ricamare sulle maniche, utilizzando anche perle e filato d’oro, versi e musica da lui composti.
Nel periodo che va dal  ‘400 al ‘500 si manifesta nettamente la tendenza ad una compenetrazione tra le cosiddette arti maggiori e arti minori  che porta grandissimi esponenti della pittura, quale il Botticelli, ad elaborare dei cartoni per i ricamatori che li trasponevano su pannelli decorativi utilizzati come rivestimento anteriore di altari (paliotti), o su paramenti liturgici (piviali): si tratta di disegni geometrici ispirati ai giochi decorativi dei giardini Italiani o arabeschi orientaleggianti, o ancora eleganti volute fitomorfe, di vite con grappoli d’uva e viticci, di quercia con ghiande, di melograni.
L’arte del ricamo, intesa come professione, era una prerogativa maschile eseguita da maestri di bottega; tuttavia sappiamo che era praticata in ambito femminile all’interno dei monasteri oppure come “hobby” dalle esponenti di famiglie nobili dell’epoca, tanto da giungere alla pubblicazione dei primi libri di modelli di ricami nel ‘500.   

 

ricamo manuale 3Nel XVII secolo, con l’avvento del Barocco, l’arte del ricamo raggiunge un grado di sontuosità estrema: un valido esempio è costituito da una veste che Enrico IV di Borbone, detto il Grande, fece realizzare per la sua seconda moglie Maria De’ Medici, che presentava un ricamo eseguito includendo 32.000 perle e 300 brillanti.
Non proprio sobrio.

ricamo manuale 5Nel XIX Secolo si consolida una grande diffusione di biancheria ricamata (sia da letto che personale), recante le cifre del proprietario nobilitate da una ricca e variegata tipologia di motivi floreali; ricami solitamente in bianco.
L’apprendimento di questa nobile arte era tenuta in grande considerazione dalle famiglie nobili dell’epoca, ritenendolo elemento molto importante nell’educazione della progenie femminile.

Durante il XX secolo ha preso piede la ricerca e lo studio delle antiche tecniche tradizionali di ricamo, adeguandole a gusti moderni. Al giorno d’oggi vediamo l’utilizzo, in base alle esigenze del contesto, di tecniche sia tradizionali che
attualissime, legate all’uso di macchinari computerizzati che consentono anche il ricamo laser.
Hoplites conosce l’importanza del rispetto delle tradizioni, così come si muove con disinvoltura attraverso le tecnologie più attuali e sofisticate: tutto questo costituisce un innegabile vantaggio per i clienti che decidono di avvalersi della nostra collaborazione nella gestione delle proprie produzioni e nella creazione delle nuove collezioni.contatti-diretti

contatta
Contattaci, è semplice.
photo-gallery
video-gallery

suggerimenti

informazioni

 
HOPLITES srl
 
76123 ANDRIA(BT) ITALY
 
tel/fax +39.0883.558820

P.iva 06934630721